Il codice del bluff

Il codice da Vinci è un romanzo  mediocre, con un impianto narrativo banale, colpi di scena che non sorprendono e  personaggi privi di spessore, che l’autore vorrebbe geniali ma che fa continuamente perdere in un bicchier d’acqua. Ciò che gli vale la menzione in questo blog è però il fatto che la traballante impalcatura del best seller di Dan Brown poggia su veri e propri strafalcioni nel campo della storia dell’arte, peraltro in gran parte farina del sacco di altri autori.

Diego Cuoghi, architetto, studioso di storia dell’arte e profondo conoscitore della cosiddetta letteratura del mistero, si è occupato di alcune delle assurdità che Brown spaccia al lettore come verità acclarate. La sua disamina, attenta e ben documentata, è stata pubblicata sul numero 59 di Scienza & Paranormale, il periodico di informazione del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (CICAP). Il testo e alcune delle immagini che completano l’articolo sono disponibili sul sito del CICAP a questo indirizzo, mentre sul sito personale di Diego Cuoghi, alla voce Appunti artistici su Il codice da Vinci, si trova un approfondimento corredato di ulteriore documentazione fotografica.

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