Prima elementare

Può un editore che si propone di “creare una reale alternativa letteraria” e che vanta attenzione estrema verso la qualità dei testi presentarsi al pubblico con un articolo che sembra scritto da un alunno della scuola dell’obbligo? Alla Giulio Perrone Editore pensano di sì visto che affidano un annuncio importante, quello relativo alle novità del 2006, al bell’esempio di insipienza linguistica qui riprodotto e tratto direttamente dal sito web della casa editrice.

La firma è quella dello stesso Perrone, qui in veste di direttore editoriale, anche se ci sarebbe quasi da sperare in un ghost writer alle prime armi. Il testo infatti, oltre a essere un concentrato di banalità che di creativo ha solo la punteggiatura e l’uso degli accenti, è scritto in un italiano infantile, con sintassi incerta, errori di battitura e qualche strafalcione che sarebbe inammissibile in seconda elementare. L’abbondanza di aggettivi roboanti denota un apprezzabile entusiasmo ma tradisce molta inesperienza, confermata dal modo di intendere l’editoria.



Nel fare gli auguri a Perrone per i suoi progetti, gli suggeriamo di cominciare il 2006 dotandosi quantomeno di validi correttori di bozze e di sottoporgli tutto il materiale a elevata diffusione. La sua casa editrice ne guadagnerebbe in immagine.

Però il cucchiaio lo tieni tu

Dalla e-mail di saluto, reale, che un dimissionario ha inviato nel suo ultimo giorno di lavoro a un migliaio di colleghi di una grande azienda:

«A tutti i colleghi e colleghe con cui ho avuto il piacere di lavorare e non, essendo oggi il mio ultimo giorno di lavoro presso [omissis], invio un grosso "imbocca al lupo" lavorativo e auspico soddisfazioni personali.»