Melissa in redazione


Tratto da Italia sera, edizione del 27 luglio 2006, pagina 7. I redattori del quotidiano romano non si sono accorti di aver mandato in stampa un articolo pasticciato dal virus informatico chiamato “Melissa”, di cui la frase evidenziata è il marchio rivelatore. Il virus infetta i documenti scritti con Microsoft Word: un altro ottimo motivo per usare OpenOffice.

Complimenti dunque alla redazione di Italia sera, sia per l’attenzione al testo, sia per aver riesumato un virus del 1999.

Segnalazione di Janine C.

Tempesta d’orrore

Per quanto approssimativo sia il lavoro di editing o correzione di bozze, le prime pagine di un libro dovrebbero sempre essere perfette.



Non la pensa evidentemente così Bompiani, se apre l’edizione economica di Tempesta di ghiaccio, di Rick Moody, con due strafalcioni nella prime quattro righe: una o mancante e un righino di una sola sillaba, inammissibile in prima pagina.

Una caduta che non andava evitata

Nella correzione di bozze le sviste possono avere effetti esilaranti, come ha imparato a sue spese l’allieva del corso per redattori editoriali di Oblique che ha svolto l’esercizio mostrato in figura.



Nella parte evidenziata la parola casa andava ovviamente corretta in casca. Ma sbarrando la lettera s l’allieva ha indicato che questa va sostituita, anziché affiancata, dalla c. Lasciamo immaginare in quale attività sia impegnato l’asino dopo la suddetta correzione.

BUR tra terra e cuore

L’immagine è tratta dal saggio Colore – una biografia, di Philip Ball. BUR ha aggiunto una h nel titolo originale, trasformando così la terra brillante in un vivace ma improbabile focolare. Completa l’opera uno spazio mancante nella terza riga.

Il contributo è di Herta Elena Rudolph, che ringraziamo.

Problemi di spazio?

Gaffi non si fa mancare niente nella bandella delle Sette menzogne capitali, di Michael Zezima. La prosa è a dir poco opinabile, il carattere microscopico nonostante il tanto spazio a disposizione e ci sono due refusi gravi: una virgola attaccata alla parola successiva e un punto staccato da quella precedente.

 

Problemi di lettere

Proprio sabato scorso la redazione di Voland segnalava l’Osservatorio sul suo blog, augurandosi di non finire mai su queste pagine. Dobbiamo deludere tale speranza.




Nella bandella del libro Le lettere cinesi, di Ying Chen, spiccano ben due refusi: alla parola francese lettres manca una r ed è sbagliato il nome della casa editrice Baldini&Castoldi.

Va detto che Voland è un editore attentissimo e che stimiamo. Questa bandella è la prova che i refusi sono ubiqui. Anzi, obliqui.