A proposito di treni

La lettera standard che accompagna il “bonus” che Trenitalia assegna a mo’ di rimborso per un ritardo su un treno Eurostar si chiude così:

Sorvolando sull’effetto che questa frase può avere su chi, come Miriam che ce l’ha inviata, si vede assegnare un buono di dieci euro dopo aver subìto quasi tre ore di ritardo; al di là di questo, dicevo, è possibile che nessuno in Trenitalia sia in grado di sbrogliare la matassa di quel periodo? Già aggiustare le concordanze sarebbe un passo avanti.

Altra gramigna

Riprendiamo quest’oggi la rubrica degli errori radicati, incancreniti, cementati nell’italiano scritto.

In molti ci hanno suggerito accellerare, scritto con due elle. Si tratta in effetti di un errore molto diffuso, con centinaia di migliaia di risultati su Google. Non mancano le vittime eccellenti: sette occorrenze nel sito web della Camera dei deputati e tre in quello del Senato. E sì che nessuno si sognerebbe di parlare di “pacco cellere”, per dire.

Meno diffusa ma più divertente è la fragranza di reato (Valentina). Qui cogliamo in flagrante, appunto, il Comune di Bologna (art. 382, comma 2).

Il sostantivo che corrisponde a saccente è saccenteria e non saccenza. Il responso di Googlefight è impietoso: l’errore è tre volte più diffuso della grafia corretta. La vittima eccellente di turno è Gian Antonio Stella sul corriere.it.

Infine, siete anche voi tra quelli che se leggono “non centra nulla” pensano a qualcuno con una pessima mira, anziché a qualcosa di non pertinente? Ebbene, siamo quasi una minoranza: moltissimi, troppi confondono entrarci con centrare, anche a costo di inerpicarsi in costruzioni come “potrebbe centrare molto” o “non dovrebbe centrare nulla”.

Ringraziamo quanti si sono presi la briga di segnalarci i loro errori ricorrenti preferiti. Continuate così, usate senza remore i commenti o l’email!

La gramigna della lingua

La gramigna, si sa, è un’erba brutta ma tenace; si può tagliarla, avvelenarla, estirparla, ma prima o poi è destinata a rispuntare.
Anche l’italiano scritto ha le sue erbacce: sono quegli errori che resistono a ogni tentativo di correzione e che anzi si diffondono, si riproducono, conquistano i mezzi di comunicazione e grazie a essi si perpetuano. La nuova rubrica inestirpabili
si occuperà, col vostro aiuto, di documentare questi errori. Cominciamo subito.

Areoporto anziché aeroporto. Google indica che sul web esistono ben 370.000 pagine che contengono questo errore, tra singolare e plurale. Una mezza dozzina compare persino nel sito dell’azienda che gestisce gli scali romani (Aeroporti di Roma Spa), mentre a Milano sono più bravi: soltanto tre.
Provate a cercare anche altre parole simili: areodinamica, areoplano

Celebrale al posto di cerebrale. Due casi sulla carta stampata li abbiamo già documentati (qui e qui), ma il web ne è pieno: 160.000 occorrenze tra singolare e plurale.

Meteorologia è una brutta bestia: in 560.000 la scrivono metereologia e in 44.000 meterologia. Sorte simile e numeri in proporzione toccano a meteorologico e meteorologo.

Colluttorio ormai tallona il corretto collutorio, come si può vedere graficamente su googlefight.com: 31.000 occorrenze contro 47.000.

Ve ne vengono in mente altri? Segnalateli in un commento oppure a ghiribizzo@oblique.it e l’Osservatorio se ne occuperà in questa rubrica.