Errare è umano, perseverare è sexy

Una lettrice che si firma Typo Buster ci scrive per richiamare la nostra attenzione su uno strafalcione diffusissimo:

«Sono arcistufa, come redattrice editoriale e come bilingue italo-inglese, di leggere e sentire continuamente – e solo in Italia – l’espressione “sexy shop”.»

La lettrice ha ragione a indignarsi, quell’espressione in inglese non ha senso. Un negozio in sé non può essere sexy: a meno di perversioni davvero singolari, è difficile trovare eccitanti quattro pareti. La dicitura corretta, non per niente usata in tutto il resto del mondo, è sex shop: non negozio sexy, ma negozio di (merce inerente il) sesso.

L’errore è a dir poco istituzionalizzato, e ciò vale a questo post l’inclusione nella categoria inestirpabili. I primi a sbagliare sono i negozi stessi:



Le Pagine Gialle si adeguano e sfoggiano una categoria apposita, con tanto di plurale in s.
Infine – e qui riprendiamo le segnalazioni di Typo Buster, che ringraziamo
i quotidiani non sono da meno. Repubblica.it così titolava qualche giorno addietro la notizia di un nuovo videoclip dei R.E.M.:

Nel dare la medesima notizia, l’articolista del TgCom non solo è incappato nello stesso errore, ma non ha trovato nulla di strano nel parlare contemporaneamente di sexy shop e di sex toys:

Eppure, a voler essere pignoli, gli accessori hanno senz’altro più diritto a essere definiti sexy di quanto ne abbia l’ambiente che li contiene.

Il censore degli anelli

Quella a sinistra è la riproduzione di pagina 275 dell’edizione Bompiani (2003) del Signore degli anelli, di J.R.R. Tolkien. Rispetto alla storica edizione Rusconi del 1970, di cui riproduciamo a destra la pagina corrispondente, quella nuova sfoggia una traduzione rivista, immagini in quadricromia, grande formato di pregio, prezzo elevato e… ventitré righe in meno.
Cliccare sulle immagini per visualizzare le pagine a risoluzione più elevata.

 

Questo inspiegabile taglio, ben noto agli appassionati del capolavoro di Tolkien, compare anche nell’edizione economica Bompiani, sempre del 2003.
La segnalazione e tutto il materiale riprodotto sono opera di Giacomo, cui va un sentito ringraziamento.

Refuso delle meraviglie

Nell’edizione Einaudi ET di Alice nel paese delle meraviglie, di Lewis Carroll, compare un refuso dove non dovrebbero mai essercene: la prima pagina del primo capitolo.

Ringraziamo Francesca per la scansione.