Un che di superficiale

Se è vero che il testo di un libro va sempre ricontrollato con attenzione prima di mandarlo in stampa, ciò vale a maggior ragione per la copertina. Sorprende, ma non troppo, che le grandi case editrici siano spesso le prime a disattendere tale regola.
Quella riprodotta più oltre, per la quale dobbiamo ringraziare Carmelo, è la quarta di copertina del Mito di Sisifo, di Albert Camus (Bompiani). Un periodo è oscuro, come se mancasse una parola. Inoltre dell’autore vengono indicati il giorno di nascita, ma non l’anno, e l’anno di morte, ma non il giorno. Singolare.


Einaudi va in bianco

Giacomo ci segnala questa volta un bel pasticcio combinato qualche anno fa da Einaudi. Un’edizione di Palinsesti, di G. Genette (Einaudi 1997), è stata stampata con un certo numero di pagine bianche al posto di altrettante riproduzioni di fogli dattiloscritti. Lo si può vedere chiaramente confrontando la fotografia di sinistra con quella di destra, per la quale dobbiamo ancora ringraziare Giacomo, che si riferisce con ogni probabilità a un’edizione successiva (cliccare per ingrandire).

Si tratta di un errore molto grave: dal punto di vista del lettore perché pregiudica la comprensione dei passi che contengono le immagini mancanti; dal punto di vista strettamente editoriale perché indica che un’intera fase di controllo è saltata o quantomeno è stata condotta con leggerezza.
Le altre pagine interessate con le versioni corrette corrispondenti: