La parola allo strafalciato/1

Matteo Molinari ha voluto con molta simpatia farci dono di alcuni strafalcioni da lui subiti nel corso della sua storia di autore. Si tratta di un contributo prezioso, perché ci dà l’opportunità di conoscere la genesi di gravi sviste editoriali direttamente dalla voce dello “strafalciato”.

Prima di cedergli la parola lo ringraziamo per gli esclusivi autostrafalcioni — una novità per questo Osservatorio — e per i complimenti che ci rivolge.

Visto l’opera meritoria che fate nella preservazione dell’italiano (facendo sorridere nel contempo, altra opera meritoria), volevo creare quello che forse potrebbe essere un precedente nella storia del vostro sito: l’autostrafalcio.
Non voglio farlo per farmi pubblicità (se non se n’è accorto nessuno in circa 20 anni, perché dovrebbero adesso?), ma vorrei precedere il mondo virtuale intero nell’indicare quanto accadde nella primissima edizione di Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano (Einaudi). Beh… Il mio nome non c’era. E a quanto pare non se n’era accorto nessuno, alla Einaudi. Dopo una protesta (devo dire supportata con entusiasmo da Gino & Michele), ecco che dalla copia numero 4001 in poi, il mio nome è stato consacrato ai popoli… Che se ne sono infischiati bellamente. Ma va bene così.[…]


Nell’immagine le due copertine affiancate.

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