Nel calderone dello Strega

«[…] una lunga lista di refusi, periodi zoppicanti, goffi accostamenti verbali […] Opere finaliste o escluse, pubblicate da piccoli o grandi editori: ormai è evidente che correttori di bozze approssimativi e editor frettolosi non guardano in faccia nessuno.»

Sul Riformista dell’8 luglio Domenico Peste si lamenta a ragione della pessima qualità del testo in molte opere presentate al premio Strega: refusi, tautologie, allitterazioni in un contesto così importante fanno riflettere una volta di più sull’idea che gli editori hanno del loro prodotto.

L’articolo completo, con esempi, si può leggere qui.

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