Il lato comico della dissidenza sovietica

Il Nobel Iosif Brodskij fu uno dei primi ammiratori di Dovlatov e ne predisse il futuro come classico, quale oggi è in Russia dopo anni di censura. Diceva che non era difficile da tradurre per via della lingua limpida e coincisa. In realtà solo Laura Salmon, che non per niente ha vinto il premio Monselice per il suo lavoro con Dovlatov, sa quanto sia difficile tradurre i giochi di parole, i calembours coi cognomi (ricordo di aver letto un Pirlovskij), il gergo della mala, le canzoncine di strada… In Noialtri, romanzo sulla storia della sua famiglia, metà armena della Georgia e metà ebrea, Dovlatov dice che l’unico spazio di verità nei giornali sovietici era il refuso. E a volte i refusi erano volontari, una forma di rivolta: «Si prenda, ad esempio, il titolo “Inculcate la dottrina!” Ci sono ben diciannove lettere: è mai possibile saltare proprio la seconda c?! Ed è esattamente quello che succede più spesso».
 
Antonio Armano, il Giornale, 28 giugno 2010, leggi tutto qui

Altri due dalla rete

Franz ci segnala questa pagina della sezione milanese del corriere.it. L’architetto citato è naturalmente Piero Portaluppi, ben noto ai meneghini (ma a quanto pare non a chi ha redatto la didascalia).

Rimanendo in tema di Internet, segnaliamo l’originale messaggio di “pagina non trovata” del sito libreriauniversiaria.it, nel quale Giacomo si è imbattuto a questo link.


Simpatico soprattutto il fatto che il messaggio sia a pagina 404 (l’errore HTTP di pagina non trovata ha, appunto, il codice 404). Però attenzione: nei libri di norma le pagine pari sono a sinistra, non a destra!

Scherzo da caserma

Oppure semplice refuso, magari con lo zampino del Grande Correttore? Certo è che sbagliare il nome del presidente degli USA sulle tazze commemorative della visita del suddetto in Australia non è cosa da poco.


La foto proviene dal sito della Repubblica, qui.