La acca non conta

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Cure orali

Adesso che i corsi di scrittura sono diffusi quanto quelli di tango argentino, e siamo tutti sufficienti nello scritto, sarebbe quanto meno auspicabile qualche bel corso di orale. L’italiano che sento in tram, in metropolitana, nei caffè mi sembra sempre più artificioso e pretenzioso. Per esempio: la bella congiunzione "o" è ormai soppiantata da un orrendo e scorrettissimo "piuttosto che", i "problemi" sono scalzati dalle "problematiche", i "temi" dalle "tematiche", i "tipi" dalle "tipologie", i "metodi" dalle "metodiche"… Tempi duri, di questi tempi, anche per i "tempi", cui ormai si preferiscono le "tempistiche". Che schifezza.

Patrizia Valduga, "Se penso", D della Repubblica, primo agosto 2009

Fermateli!

Altro che evoluzione della lingua!, la lingua si imbastardisce, la gente parla come mangia, si mangia le parole, la sintassi e la grammatica, e nascono, vivono e resistono forme assurde. Con la nuova rubrica inquinamento linguistico cercheremo di descrivere e denunciare tutto ciò. Dateci una mano.

Ecco un esempio:

Cosa avranno avuto in contrario alla parola lettura?