Scherzo da caserma

Oppure semplice refuso, magari con lo zampino del Grande Correttore? Certo è che sbagliare il nome del presidente degli USA sulle tazze commemorative della visita del suddetto in Australia non è cosa da poco.


La foto proviene dal sito della Repubblica, qui.

Da rivedere

ROMA — «Winston Churchill? Il presidente degli Stati Uniti durante la crisi del ’29», scrive uno studente del secondo anno di Scienze Politiche. L’opera di Antonio Gramsci durante la prigionia? I «Quaderni delle prigioni», risponde un altro universitario che fa un po’ di confusione con Silvio Pellico. C’è una domanda sul carisma. «Può essere trasmesso per via ereditaria o per vicinanza», è la risposta. Cosa è la burocrazia, altro quesito: «È uno dei tre organi dello stato», scrive l’universitario.
 
Continua qui. Tratto dal Corriere della Sera del 26 agosto 2009

 

Cure orali

Adesso che i corsi di scrittura sono diffusi quanto quelli di tango argentino, e siamo tutti sufficienti nello scritto, sarebbe quanto meno auspicabile qualche bel corso di orale. L’italiano che sento in tram, in metropolitana, nei caffè mi sembra sempre più artificioso e pretenzioso. Per esempio: la bella congiunzione "o" è ormai soppiantata da un orrendo e scorrettissimo "piuttosto che", i "problemi" sono scalzati dalle "problematiche", i "temi" dalle "tematiche", i "tipi" dalle "tipologie", i "metodi" dalle "metodiche"… Tempi duri, di questi tempi, anche per i "tempi", cui ormai si preferiscono le "tempistiche". Che schifezza.

Patrizia Valduga, "Se penso", D della Repubblica, primo agosto 2009

Steccata o delle esagerazioni

Ci sembra che Il Cyrano esageri un po’ su il Giornale di qualche tempo fa. Si lamenta che il libro di Luxuria non sia, come dire, linguisticamente impeccabile. Avrebbe preferito una pulitura, una normalizzazione per mano di un editor. Non siamo mica d’accordo. Partendo dalla premessa che secondo noi Bompiani dovrebbe evitare libri del genere, più adatti ad altri cataloghi, riteniamo che è meglio lasciare Luxuria così com’è, dovendola per forza pubblicare. È forse cosa buona che Luxuria suoni come un libro qualsiasi di quelli-non-scritti-da-chi-li-firma-ma-dagli-editor-di-turno? E di libri così, specie di saggistica detta "leggera", ce ne sono tonnellate.